Chi siamo

 

La nostra azienda nasce dalla voglia di tornare ai sapori di una volta ma con uno sguardo al futuro, di realizzare conserve come facevano le nostre nonne, 100% naturali, ma utilizzando macchinari che conservino intatte tutte le caratteristiche organolettiche dei prodotti e garantiscano la sicurezza dal punto di vista alimentare.

L’azienda produce confetture, marmellate, succhi di frutta, creme salate di ortaggi, sottolio e passate di pomodoro. Il prodotto primario proviene per la maggior parte dalla nostra azienda agricola situata nelle campagne dei Colli Sabini e in parte da aziende partner locali.

 Le nostre conserve vengono prodotte in un laboratorio artigianale di trasformazione attraverso un banco multifunzione.

Nello specifico vengono cotte all’interno di una vasca  di concentrazione di un impianto progettato e costruito per le produzioni artigianali di conserve di ogni tipo rispettando garanzie massime di sicurezza sanitaria, con capacità di 50 litri e costruiti interamente in acciaio inox aisi 316.

Nella vasca di concentrazione viene creato un vuoto di -850 millibar, in questo modo la cottura del prodotto e la concentrazione (evaporazione dell’acqua contenuta nel frutto e/o ortaggio) avviene ad una temperatura che oscilla in base al tipo di lavorazione tra i 50 e i 60°C.

Questa bassa temperatura evita la cristallizzazione degli zuccheri, la distruzione delle vitamine e proteine ed anche l’ossidazione del prodotto e così facendo non si alterano le proprietà organolettiche e tantomeno colore, odore e sapore dei prodotti.

Durante questa fase di cottura sottovuoto, la concentrazione può durare anche 2 ore e varia in base alla quantità di acqua contenuta dal prodotto iniziale. La nostra azienda realizza prodotti con almeno il 120% (ogni 100 g di prodotto finito si utilizzano 120 g di polpa di frutta).

A questo punto il prodotto risultante dalla concentrazione è pronto per essere trasferito in vasetti, chiusi ermeticamente e pastorizzati.

La pastorizzazione è un trattamento termico volto ad abbassare la carica microbica e disattivare gli enzimi che comprometterebbero la qualità igienica e la sicurezza del prodotto finale.

I vasetti chiusi ermeticamente vengono trasferiti in una seconda vasca dove vengono sottoposti alla pastorizzazione (o sterilizzazione in caso di sottolio e passate di pomodoro) seguita da un veloce raffreddamento. Questa fase è anche definita di “shock termico” grazie al quale si determina un abbassamento della pressione interna al vasetto, assicurando il mantenimento delle condizioni di sottovuoto.